Vuoi crearti un lavoro? Entra nel mondo dell’agricoltura! Scopri come fare e le agevolazioni sul mondo agricolo.

Partita IVA Agricola
L’agricoltura italiana è uno dei pochi settori a non essere in crisi e ciò è dovuto al fatto che le aziende agricole possono usufruire di diverse agevolazioni soprattutto a livello fiscale.

Il codice civile italiano definisce l’imprenditore agricolo come un individuo che è in possesso di Partita IVA ed esercita alcune attività nell’ambito della coltivazione dei terreni e dell’allevamento di animali e tutto ciò che è collegato a tali attività, come ad esempio la trasformazione e la conservazione dei beni ottenuti coltivando terreni e allevando animali.

Quali sono i vantaggi di un’azienda agricola?
Le aziende agricole possono usufruire di alcuni vantaggi che riguardano i regimi fiscali che si possono sfruttare. Il primo di questi regimi fiscali è detto “regime di esonero” e riguarda le aziende con un fatturato massimo di 7.000 Euro all’anno.

Chi rientra in questo regime fiscale non ha l’obbligo di emettere fatture né di presentare la dichiarazione dei redditi.
Gli altri due regimi fiscali che si possono applicare alle aziende agricole sono quello semplificato e quello ordinario, nel caso in cui non si rientri nei requisiti per poter usufruire degli altri due regimi.

Che cosa bisogna fare per aprire una Partita IVA agricola?
Per aprire una partita Iva agricola è sufficiente recarsi da un commercialista dopodiché bisogna compilare uno o più moduli in base al tipo di azienda che si desidera avviare. Non è necessario possedere un terreno, poiché è anche possibile prenderli eventualmente in affitto o in comodato, ma se si possiede un terreno è necessario allegare alla richiesta per la Partita IVA agricola anche una visura e il titolo di possesso del terreno stesso.

Quali sono i costi legati a un’azienda agricola?
Le aziende agricole sono fra le meno costose a livello di gestione e imposte. All’avvio dell’impresa bisogna solamente pagare il cosiddetto “diritto camerale”, che ammonta a meno di 100 Euro. Il contributo minimo INPS si aggira intorno ai 1.500 Euro contro i quasi 3.000 Euro dovuti dagli altri tipi di imprese.

  

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