I nostri mercati del contadino in Sicilia

Di seguito l’elenco dei nostri mercati del contadino attivi per provincia:

AGRIGENTO E PROVINCIA: 8 mercati
1. Agrigento, San Leone lungomare Falcone-Borsellino: giovedì tutto l’anno
2. Agrigento, San Leone lungomare Falcone-Borsellino: sabato periodo estivo
3. Agrigento, Fontanelle: sabato periodo invernale
4. Favara, villetta della pace: martedì tutto l’anno
5. Siculiana, via della Libertà: martedì periodo estivo
6. Siculiana, via della Libertà: mercoledì periodo invernale
7. Porto Empedocle, via Granciara: lunedì tutto l’anno
8. Raffadali, piazza Progresso: domenica tutto l’anno

PALERMO E PROVINCIA: 10 mercati
1. Palermo, piazza Campolo: martedì tutto l’anno
2. Palermo, piazza Campolo: sabato tutto l’anno
3. Palermo, viale della Croce Rossa: giovedì periodo invernale
4. Palermo, viale della Croce Rossa: sabato periodo invernale
5. Palermo, piazza Francese: domenica periodo invernale
6. Palermo, Tommaso Natale: domenica tutto l’anno
7. Bagheria, Aspra: giovedì tutto l’anno
8. Bagheria, via Borsellino: venerdì tutto l’anno
9. Santa Flavia, piano Stenditore: venerdì tutto l’anno
10. Termini Imerese, via Re d’Aragona: mercoledì tutto l’anno

CALTANISETTA E PROVINCIA: 2 mercati
1. San Cataldo, via Babbaurra: venerdì tutto l’anno
2. Vallelunga Pratameno, via Nasi: martedì tutto l’anno

CATANIA E PROVINCIA: 1 mercato
1. Catania, piazza I Vicerè: sabato periodo invernale

Totale MERCATI DEL CONTADINO di proprietà esclusiva di PIANETA MERCATI:

             21 MERCATI ATTIVI IN SICILIA!!!

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Apicoltura, sbloccati 2 milioni per il sostegno di produzioni e allevamenti

“Un provvedimento importante, con cui oggi rendiamo disponibili 2milioni per l’apicoltura italiana. Un settore fondamentale per la nostra agricoltura, con importanti ricadute produttive, economiche e sociali, e per l’equilibrio ecosistemico. Ma un comparto particolarmente sensibile, esposto com’è ai rischi dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, della concorrenza sleale e delle frodi”.
Così la Ministra Teresa Bellanova dopo la firma del Decreto che sblocca risorse per 2 milioni destinandole a finanziare, attraverso una procedura selettiva ad evidenza pubblica, progetti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale che dovranno garantire ricadute a livello nazionale.
“Proprio nel corso dell’audizione al Senato”, prosegue la Ministra Teresa Bellanova, “sono stati snocciolati i numeri significativi di questo comparto, che pone il nostro Paese quarto su scala europea, ed è stato rimarcato come l’apicoltura sia per legge attività di interesse nazionale. Un’attività minacciata dai cambiamenti climatici e anche dalle frodi alimentari e che dobbiamo saper invece sostenere, tutelare, valorizzare. Per questo ritengo importante l’ampio raggio progettuale che il Decreto contempla, tra cui la possibilità di avviare progetti promozionali finalizzati a valorizzare il miele come alimento naturale, mettendo in evidenza il legame con i territori di produzione”.
NOTE TECNICHE
Due milioni di euro per la realizzazione di progetti nel settore apistico per il sostegno di produzioni e allevamenti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale.
Tre le linee di azione previste:
Progetti straordinari, di rilievo nazionale, di ricerca e sperimentazione, strettamente finalizzati al sostegno e miglioramento della produzione, con particolare riferimento al miglioramento genetico e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.
Progetti sperimentali di rilievo nazionale finalizzati alla composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore apistico, mediante individuazione dei parametri necessari per la elaborazione di un prodotto assicurativo sperimentale, che rispetti le norme di accesso al Piano assicurativo nazionale (PAN)
Progetti straordinari, di rilievo nazionale, di promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche del miele, compresi i diversi tipi di miele e i legami con i territori d’origine, nonché del ruolo occupazionale e sociale dell’imprenditore apistico.
Il MIPAAF provvederà ad assegnare le risorse attraverso apposita procedura selettiva ad evidenza pubblica a cui potranno partecipare:
gli istituti di ricerca pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a prevalente partecipazione pubblica;
associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa di imprese individuali;
una aggregazione, nelle forme consentite dalla vigente normativa, anche temporanea, di due o più dei soggetti individuati alla lettera a) e alla lettera b).
Le risorse potranno finanziare fino al 100% delle spese previste nei progetti approvati.
I risultati dei progetti saranno resi fruibili a tutti gli interessati attraverso opportuna opera di divulgazione.

Articolo da: www.siciliaagricoltura.it

 

 

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In cinque giorni due nuove aperture!

In cinque giorni due nuove aperture, due nuovi mercati del contadino di Pianeta Mercati.

Venerdì 17 luglio apertura a Santa Flavia (Pa) e martedì 21 luglio corrente anno apertura a Vallelunga Pratameno (Cl). Soddisfazione per il lavoro svolto da parte dei vertici di Pianeta Mercati, produttori e visitatori dei mercati entusiasti per avere la possibilità di fare la spesa a km zero.

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Comunicazione ufficiale:

Prima apertura POST-COVID-19

Prima apertura post-covid 19 per PIANETA MERCATI, si aprirà domenica prossima 14 giugno un nuovo mercato del contadino nella città di Raffadali (Ag), esattamente nella centralissima piazza progresso.

I produttori agricoli associati a Pianeta Mercati si daranno appuntamento domenica prossima per dare luogo all’ inaugurazione del mercato stesso, alla presenza dei dirigenti di Pianeta Mercati, del Sindaco avv. Silvio Cuffaro, del vice sindaco e di altri assessori e consiglieri.

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Riaperti altri mercati

Pianeta Mercati in ottemperanza dei DPCM del 11.04.20 e 26.04.20 ha riaperto i seguenti mercati:

Mercoledì – Termini Imerese

Giovedì – Bagheria Aspra

Venerdì – Bagheria

Sabato – Palermo, piazza Campolo e Tommaso Natale

Rimangono da riaprire altri 13 mercati del contadino, si rimane in attesa del rilascio delle autorizzazioni da parte dei comuni.

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Si riparte!

In ottemperanza al DPCM dell’11 aprile 2020 e all’ordinanza comunale n. 112 del 21 aprile 2020 altresì in accoglimento della richiesta di riapertura di PIANETA MERCATI, si comunica che domani mattina (22 aprile) si riaprirà il mercato del contadino sito in località di Termini Imerese (Pa).

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Comunicato ufficiale

In ossequio al DPCM del 09 marzo 2020 e modificazioni per contrastare l’epidemia del COVID-19, si comunica che tutti i mercati del contadino di proprietà di PIANETA MERCATI si intendono CHIUSI, a partire dalla data odierna fino a data da stabilire.

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Comunicato

Per prevenire il contagio del coronavirus i comuni di BAGHERIA, FAVARA E TERMINI IMERESE, in via precauzionale hanno sopeso i mercati del contadino fino al 03 aprile 2020.

Presto nuovi aggiornamenti

 

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Prossime aperture

Pianeta Mercati sta lavorando per le prime due aperture targate 2020.

SANTA FLAVIA (PA) E CATANIA

Santa Flavia in località piano stenditore il mercato del contadino si svolgerà a 20 metri dal mercato ittico (il terzo mercato ittico della Sicilia), zona molto trafficata, nella  giornata di venerdì.

A Catania invece il mercato del contadino (il secondo di proprietà) si svolgerà in via Indipendenza nella giornata di domenica mattina.

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Pera coscia, il frutto suadente di Castronovo di Sicilia

La coscia di Castronovo di Sicilia non è riferita alle bellezze di qualche splendida ragazza castronovese, ma alla suadente pera che da qualche anno sta animando la realtà produttiva della “fedelissima”, appunto al pera coscia.
Con una superficie territoriale di più trecento ettari, il prezzo che oscilla tra 80 centesimi ed un 1 € a chilo, con produzioni medie che si aggira sui 350 quintali ad ettaro, il resto dell’operazione continuate a farla voi e scoprirete il perché del successo di questa pomacea.
Qualche operatore mi dice che le spese sono elevate e si aggirano sui quattromila/cinquemila euro ad ettaro, comunque sia, il margine di guadagno c’è ed è elevato, ciò consente di sperare ed investire su questa coltura.
Castronovo è uno dei paesi a cavallo tra la provincia di Agrigento e quella di Palermo, un territorio ricco di storia, archeologia, artigianato, agroalimentare, insomma è una di quelle isole felice dove l’emorragia della nuova emigrazione è fortemente contenuta, poiché i giovani, grazie al comparto agricolo, riescono a trovare lavoro.
La grande ricchezza di acqua  ed un microclima favorevole hanno stimolato la nascita  di parecchie aziende con vari indirizzi colturali fra cui grande rilievo ormai da diversi anni hanno assunto gli impianti frutticoli ed in particolar modo gli impianti di pere Coscia (Pyrus communis).
Coltivazione che ha soppiantato la coltivazione del pesco, che a causa della paura della Sharka e delle difficoltà di mercato, hanno fatto optare gli agricoltori per la coltivazione del pero.
Coltura che viene prodotta in prossimità del fiume Platani nelle contrade Valle del Pero e Pescheria, una produzione che si sta imponendo nel panorama produttivo regionale, e che sta stimolando l’intera comunità a specializzarsi nella produzione della frutticoltura tardiva delle aree interne.
Le motivazioni vanno anche ricercate nelle pregiate qualità organolettiche della pera coscia: colore, sapore, croccantezza, e conservabilità che in questo lembo di territorio il pero riesce ad esaltarsi, grazie anche alla natura dei terreni, alla qualità delle acque irrigue e al microclima.
La pezzatura è medio-piccola, 100-180 grammi, presentano una buccia liscia e sottile, di colore verde chiaro che diventa giallo intenso con evidenti macchie rosse nelle zone esposte al sole. Quando il frutto è completamente maturo, vira al giallo pallido, con screziature rosate (la cosiddetta “faccina”) sulla parte più esposta al sole. La polpa è di colore bianco cremosa con consistenza granulosa, leggermente profumata, succosa e zuccherina. Inoltre abbondando di zuccheri semplici (fruttosio), contengono vitamina C e antiossidanti naturali come il betacarotene e la luteina. Senza dimenticare che le pere sono ricche di fibre che agevolano le funzioni intestinali e aumentano il senso di sazietà.
La pera coscia è una varietà precoce, tipica dell’estate: viene raccolta a partire da luglio e commercializzata fino a settembre.
“Al contadino non far sapere, quanto è buono il cacio con le pere!”. Invece, in questo territorio lo sanno abbastanza bene. Questa è anche terra di una pregiata zootecnica. I pascoli ubertosi sono appannaggio di bovini e ovini che, oltre a dare delle carni pregiatissime, gli animali sono allevati quasi tutti allo stato brado, producono dei meravigliosi formaggi. Questa è la del Pecorino doc, della tuma persa e del fiore sicano, quest’ultimi due iscritti come formaggi storici siciliani. Non sono di meno anche le provolette sicane, insomma, i formaggi castronovesi sono un’ulteriore peculiarità produttiva.
Tornando alla “pera coscia” castronovese, oltre alla produzione di luglio, può essere raccolta acerba e conservata nelle celle frigorifero di cui sono dotate diverse aziende agricole, dove si aspetta il Natale per invadere il mercato a costi più remunerativi.
Wikipedia suggerisce che il “Il nome “coscia” deriva principalmente dalla forma e dalle rotondità dei loro frutti, che già agli uomini del passato ricordavano le forme e rotondità delle donne (che un tempo erano molto più formose, così come volevano i canoni di bellezza d’un tempo)”.
L’entusiasmo per questo frutto ha dato vita alla realizzazione del Consorzio dei produttori Agricoli “Val Platani” un’aggregazione di imprese agricole produttrici con l’obiettivo di valorizzare e tutelare le risorse agricole del territorio.  Il Consorzio, a garanzia dei mercati e del consumatore, impone alla sue aziende consorziate disciplinari di produzioni che determinano una qualità inconfutabile dei suoi prodotti, adotta per tutti i prodotti la certificazione di qualità di produzione.
Le realtà produttive siciliane della pera riguardano anche le pendici dell’Etna dove il prelibato frutto viene chiamato, “Coscia di monaca” o “Coscia di donna” e la ridente cittadina agrigentina di Ribera, già nota per le la splendida “Riberella Dop.”.
Sarebbe auspicabile, considerato le esigue produzioni i tre territori potessero dare vita ad un unico consorzio, magari chiedendo un’unica Dop “Pera Coscia Dop Sicilia” e garantirsi una egemonia e una identità sul mercato.

ARTICOLO DA :www.siciliaagricoltura.it
 
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